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Ai sensi della Legge 7 marzo 2001 n°62, si dichiara che Culture Teatrali non rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.ng
 
 
 
 




 

LE BUONE PRATICHE aTeatro

Ateatro - Le Buone Pratiche del teatro l VI edizione
Teatro pubblico, teatro commerciale, teatro indipendente
a cura di Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino

Sabato 13 febbraio 2010, ore 9.30-18.30
Bologna, ITC-Teatro San Lazzaro,
via Rimembranze 26, 40068 San Lazzaro di Savena (BO)
Teatro pubblico, teatro commerciale e teatro indipendente: è questo il tema della sesta edizione delle Buone Pratiche del Teatro, l’incontro indetto dalla rivista web www.ateatro.it che si svolgerà il 13 febbraio 2010 dalle 9.30 alle 19.30 all’ITC-Teatro San Lazzaro. L’iniziativa, curata da Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino, offre ogni anno un’occasione di incontro e di confronto sulla situazione dello spettacolo dal vivo nel nostro paese. In questa edizione, in uno scenario caratterizzato da una indubbia vivacità di iniziative e da notevoli risultati sul piano artistico, ma anche dall’eterna promessa della legge per il teatro e dalla progressiva riduzione delle risorse pubbliche per la cultura, l’asse portate sarà il tema dell’identità: l’identità delle compagnie, dei gruppi, dei teatri, dei festival che compongono il ricchissimo e articolato sistema teatrale italiano. La riflessione sul rapporto dei teatri - e in genere della cultura - con le istituzioni (dopo il passaggio dal proporzionale al maggioritario) e con il mercato (nell’era della grande crisi) rimette al centro del dibattito la funzione pubblica del teatro, e la funzione stessa del teatro pubblico.

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THE SWISS CUBE #2
Istituto Svizzero di Roma
The Swiss cube # 2

11 febbraio h 21.00
MK

Speak Spanish
……………………………………
18 febbraio h. 22.00
Big Zis feat. Domenico Ferrari

Und jetzt... was hät das mit mir z tue?

Per il secondo anno consecutivo, l’ Istituto Svizzero di Roma presenta il progetto The Swiss Cube #2
(11 febbraio > 10 marzo 2010) dedicato principalmente alla musica e alla danza.

Una compagnia di danza e un musicista, selezionati dall’ Istituto Svizzero, dovranno segnalare un'altra compagnia di danza e un altro musicista. Ognuno degli artisti proposti si esibirà in un programma a catena basato sulla continuità e sul dialogo tra un artista e un altro. I primi a esibirsi saranno MK (Roma), formazione indipendente nata nel 1999, e Big Zis (Zurigo), rapper di lingua svizzero-tedesca che unisce al genere hip hop contaminazioni dall’elettronica all’house music, dal techno al punk.

Speak Spanish
, ideato da Michele Di Stefano/MK, colleziona un gruppo di danze locali, osservate dal tavolino di un ristorante per turisti in un luogo qualsiasi del pianeta. Ogni coreografia introduce sistemi dinamici “propri”, ma anche una maniera grossolana di infierire su di essi in termini di presenza corporea. Si tratta di una sorta di sonoro stordimento, familiare a chi si lancia nel parlare una lingua straniera per un tempo considerevole. Dinamiche binarie, folklore hawaiano o attitudini da concerto rock contribuiscono a inventare la mappa di un viaggio anonimo, dal quale è bandita ogni avventura, se si eccettua il brivido della prenotazione. Idealmente ispirato a Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne...
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ASPETTANDO PULCINELLA
LA SOFFITTA - Centro di Promozione Teatrale
DIPARTIMENTO DI MUSICA E SPETTACOLO
Bologna // 8 > 11 febbraio, Laboratori DMS
Aspettando Pulcinella
Breviario contemporaneo sull'uso della maschera

a cura di Silvia Mei e Vanda Monaco Westerståhl

Dalla Commedia dell’Arte al mimo astratto, dalla tradizione antica alle declinazioni del nuovo teatro, la maschera, da strumento teatrale e appendice gestuale ma anche come totalità corporea, ha sempre resistito alla caducità delle nuove maniere rinvigorendo lo spazio immaginifico e la fantasia creatrice di ogni attore. Il progetto Aspettando Pulcinella offre, attraverso prestigiosi rappresentanti del teatro d’attore italiano (operanti anche e soprattutto oltralpe), un panorama di prassi e poetiche differenti sulla maschera scenica: Claudia Contin, Antonio Fava, Eleonora Fuser, Vanda Monaco Westerståhl, Eugenio Ravo, Donato Sartori, Marco Sgrosso. Ad uso del performer di domani e a consumo dello spettatore d’oggi.
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BANDO PER GIOVANI ARTISTI

MONDO
Forlì // 17 aprile > 16 maggio 2010

È on.line il bando di partecipazione al secondo atto del festival Mondo

 
Verra
nno selezionati 10 artisti e/o compagnie di cui 8 potranno presentare il loro lavoro nell’ambito del Festival MONDO  a Forlì nelle giornate 14, 15, 16 maggio 2010.
In
quell’occasione una giuria composta di cinque studiosi, teorici, artisti ed operatori, visionerà i lavori selezionati e decreterà i vincitori, provvedendo a individuare 4, tra artisti e compagnie, a cui verranno assegnati:

2 premi da 4.000 € cad.
2 premi da 1.000 € cad.

Gli altri due soggetti, oltre gli otto precedentemente menzionati,  avranno la possibilità di essere ospitati in residenze creative, della durata di sei giorni ciascuna, alla Fabbrica delle Candele di Forlì, nel periodo che va dal 17 al 29 aprile 2010.

Scadenza 15 febbraio 2010
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Le comunicazioni dei finalisti 10 marzo.
Scarica il bando

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La più piccola distanza
pathosformel
La più piccola distanza
Bologna // 11 > 14 febbraio 2010
Teatro delle Moline


Pathosformel, giovane formazione veneziana già segnalata al Premio Scenario 2007 per lo spettacolo La timidezza delle ossa, formato da Daniel Blanga Gubbay e Paola Villani, coniuga, con attenzione e cura, corporeo e incorporeo, elevando la scena a luogo di conflitto tra percezione e illusione, in un crescendo che in Volta (2007) fa affiorare frammenti di forme. Con La Più Piccola Distanza, la direzione del loro lavoro si connota come punto di partenza di un ulteriore ripensamento della presenza in scena del corpo umano, elemento principe all’interno della loro pratica performativa. Il corpo, invisibile in scena, viene trattato come fosse una forma: quadrati colorati si muovono singolarmente lungo delle direttrici parallele, ripercorrendo relazioni e intrecci dal carattere quasi umano. Le forme geometriche ripercorrono tutte le possibilità di relazione - gli affollamenti e le solitudini - che costituiscono l’alternanza ritmica di una creazione scenica.
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I POETI DEL CORPO
A Teatri di Vita i protagonisti della scena mitteleuropea
Da Berlino Nico & the Navigators

Danza, musica, acrobazie ed eleganza per raccontare l’amicizia

Obwohl ich Dich kenne
(Sebbene ti conosca)

Bologna // 11 > 12 febbraio h. 21.15

Tra affetto solidale e piccoli sospetti, la coreografa tedesca Nicola Hümpel dirige, con la scenografia di Oliver Proske, un'opera intelligente e spettacolare sull'amicizia, Obwohl ich Dich kenne (Sebbene ti conosca), realizzata da una della compagnie di punta della scena mitteleuropea, Nico and the Navigators. In un vivace collage di musicalità, acrobazie e eleganza, i membri del gruppo, definiti “I poeti del corpo”, compagnia internazionale di Berlino, porta in scena a Teatri di Vita sfrenate poesie danzate e duttili scenografie ricche di musica, immagini e teatro, con Martin Clausen, Adrian Gillott, Alberto Spagone, Miyoko Urayama. Definiti "i poeti del corpo", Nico and the Navigators portano in scena un'estetica ricca di citazion i, dove il gesto più semplice diventa un estetico motivo drammaturgico, in grado di coinvolgere profondamente lo spettatore. In Obwohl ich Dich kenne (Sebbene ti conosca) di Nicola Hümpel, con impeto e con uno sguardo sulle piccole catastrofi, la scena si districa nel complicato mondo dei complotti amichevoli e delle relazioni obbligate, affondando il dito nelle ferite più profonde dei nostri tempi. In un dialogo scandito da un violino e una tastiera, i personaggi si prodigano in una lotta impari per risvegliare l'interesse dell'altro e tenerlo vivo. Per la drammaturgia l'ensemble ha utilizzato lo scambio epistolare delle coppie di amici illustri come Goethe e Schiller, Wagner e Nietzsche, Hermann Hesse e Thomas Mann.
Come monoliti appaiono le citazioni, frammiste a smarrimenti linguistici e improvvisazioni di testi dei Navigators.

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Sandokan al TEATRO SAN MARTINO

I Sacchi Di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi
Bologna // 11 > 13 febbraio 2010 h 20
SANDOKAN

o la fine dell'avventura
da "Le Tigri di Mompracem" di Emilio Salgari

Il luogo in cui si svolge l'azione è una cucina: attorno ad un tavolo si raccolgono i quattro personaggi che, indossato il grembiule, iniziano a vivere le intricate gesta del pirata malese. Perno dell'azione è l'ortaggio, in tutte le sue declinazioni: carote-soldatini, sedani-foresta, pomodori rosso sangue, patate-bombe, prezzemolo ornamentale. E poi cucchiai di legno come spade, grattugie come cannoni, una bacinella piena d'acqua per il mare del Borneo, scottex per cannocchiali, e ancora sacchetti di carta, coltellini, tritatutto...Il racconto si affaccia alla mente degli spettatori, per poi esplodere con una frenesia folle che contagia. La cucina è casa di Sandokan, nave dei pirati, villa di Lord Guillonk, foresta malese, spiaggia di Mompracem. Fedele all'ideale di un ironico esotismo quotidiano (Salgari non si avventurò mai oltre l'Adriatico) lo spettacolo - attraverso la rifunzionalizzazione di semplici oggetti d'uso - è un elogio all'immaginazione, che rischia di naufragare nel blob superficiale dei nostri tempi e al tempo stesso una satira di costume. Piccoli uomini (noi) e i loro grandi sogni si scontrano in un gioco scenico buffo ed elementare. Chi avrà la meglio?

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DUX IN SCATOLA a TEATRO i
Milano 09 > 10 febbraio 10 h  21
TEATRO i
Daniele Timpano / amnesiA vivacE
DUX IN SCATOLA
autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito

finalista del Premio Scenario 2005
Un attore – solo in scena con l’unica compagnia di un baule che viene spacciato come contenente le spoglie mortali di “Mussolini Benito”– racconta in prima persona le rocambolesche vicende del corpo del duce, da Piazzale Loreto nel ’45 alla sepoltura nel cimitero di San Cassiano di Predappio nel ’57. Alle avventure post-mortem del cadavere eccellente si intrecciano brani di testi letterari del Ventennio (Marinetti, Gadda, Malaparte…), luoghi comuni sul fascismo, materiali tra i più disparati provenienti da siti web neofascisti, nel tentativo di tracciare il percorso di Mussolini nell’immaginario degli italiani, dagli anni del consenso agli anni della nostalgia. L’attore, costretto ad avvicinare la materia da una lontananza cronologica e ideologica immensa, gioca una identificazione posticcia con l’oggetto del suo racconto, parlando sempre in prima persona, come se il suo corpo contenesse la forza criminale del fascismo tra le sue quattro ossa. Una identificazione che è appunto posticcia, visto che in scena non c’è nessun tentativo di rappresentare un personaggio-Mussolini: il duce degli italiani è nel baule, o al limite nella tomba di Predappio.
L’assimilazione forzata tra il soggetto (Daniele Timpano: “sinistramente” vivo) e l’oggetto (Mussolini Benito: “destramente” morto) del racconto riconferma la lontananza irriducibile tra due visioni del mondo inconciliabili. Dux in scatola, finalista al Premio Scenario nel 2006 (dove vince il primo premio della Giuria Ombra), è pubblicato in volume da Coniglio Editore nel 2006.
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