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Ai sensi della Legge 7 marzo 2001 n°62, si dichiara che Culture Teatrali non rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.ng




 

PerAspera

Drammatugie possibili - VI edizione

13-22 giugno 2013
Villa Aldrovandi Mazzacorati Via Toscana 19, Bologna

 

50 lavori, 50 compagnie, 10 giorni. E' l'esito del monitoraggio della produzione artistica realizzato dall'associazione culturale alberTStanley, cuore e motore di perAspera/drammaturgie possibili, festival di arti contemporanee nei luoghi storici, parte della programmazione di Bè BolognaEstate.

La location è la settecentesca Villa Aldrovandi Mazzacorati, all'inizio di Via Toscana, sui primi colli bolognesi. Una villa che, al suo interno, nasconde il Teatro 1763, gioiello architettonico sottoutilizzato che per dieci giorni si apre completamente alla città, ospitando interventi artistici multidisciplinari a bassissimo impatto ambientale ed altissimo impatto emotivo. Non solo il Teatro, ma l'intera Villa, nei suoi spazi interni ed esterni concessi in uso temporaneo, è palcoscenico degli interventi selezionati da perAspera.

È difficile da comunicare un festival che preferisce non fare i "nomi forti", che pure ospita in abbondanza, perchè crede che gli artisti – noti e meno noti – siano tutti uguali, tutti di grandissimo valore. perAspera continua nel suo intento di dare spazio visibile e vivibile a quegli artisti che costruiscono drammaturgie possibili, in diverse forme, che rischiano percorsi nuovi, che sperimentano linguaggi coraggiosi, che mettono in gioco i propri corpi e la propria faccia per passione verso l'arte contemporanea.
È un invito lanciato a chi crede ci sia ancora molto da scoprire, a chi si vuole aprire a qualcosa a cui non si è abituati, perchè la cultura imperante alimenta di altri ingredienti le nostre menti.
Dimenticare gli schermi e gli schemi, questa è la sfida di perAspera.

Per questa edizione, il festival è in partnership con una realtà assolutamente affine come spirito: la galleria Squadro (via Nazario Sauro 27, Bologna), che ospita il progetto Grandine della fotografa di scena del festival, Futura Tittaferrante all'interno dei suoi spazi (inaugurazione martedì 11 giugno alle 19.00) e la conferenza stampa del festival (12 giugno ore 12.00). Da una suggestione di Squadro, arriva invece nel festival il disegnatore Stefano Ricci che il 13 giugno – assieme al contrabbassista Giacomo Piermatti – darà vita nel Teatro ad un atto dal vivo, una improvvisazione di disegno e suono, che si muoveranno in un unico, estemporaneo, respiro.


perAspera in Tour: la novità
Una novità di rilievo di questa sesta edizione di perAspera è il tour del festival in due luoghi storici della provincia di Bologna. La formula della arti performative multidisciplinari si sposta il 13 luglio a Villa Smeraldi (San Marino di Bentivoglio) e il 20 luglio negli spazi della Rocca dei Bentivoglio a Bazzano.
La programmazione delle due giornate porta il respiro contemporaneo in questi affascinanti luoghi storici con: Macellerie Pasolini (Love car), Vincenzo Scorza (Circa) e Stefano Questorio (Le cose), che realizzeranno i propri lavori negli spazi esterni ed interni di Villa Smeraldi; Fortebraccio Teatro/Roberto Latini (Iago. concerto scenico con pretesto occasionalmente shakespeariano  per voce dissidente e musica complice), Fabrizio Favale/Le Supplici (Alberi) e Fedra Boscaro/Tommaso Arosio (Novissimo Bestiario #9) nella Rocca di Bazzano.
Tutti gli interventi di perAspera in tour sono ad ingresso libero per gli spettatori.

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MIRABILIA 2013

 

International Circus & Performing Arts Festival :: VII Edizione
19 – 23 giugno 2013 :: Fossano – Savigliano – Cherasco



Dal 19 al 23 giugno 2013 ritorna il Mirabilia International Circus & Performing arts Festival, giunto alla settima edizione dopo aver ottenuto nel 2012 il prestigioso riconoscimento di Festival Culturale Europeo ed essere diventato da quest’anno Polo Europeo del Circo per l'Italia 2013-17. L’edizione 2012 ha registrato a Fossano un’affluenza record di oltre 95.000 spettatori, che lo ha portato ad inserirsi a pieno titolo tra i primi festival in Europa di teatro dal vivo, dopo Avignone, Edimbugo, Chalon sur Saone e Tarrega e punto di riferimento per il lancio di giovani compagnie selezionate attraverso i più importanti bandi europei.

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IN MEMORIAM

Augusto Omolú, ballerino, coreografo e attore, collaboratore fisso dell'Odin Teatret dal 2002, é stato pugnalato a morte durante una rapina nella sua casa il 2 giugno a Salvador, Brasile. Augusto Omolú aveva 50 anni.
Nato a Salvador, nello stato di Bahia in Brasile nel 1962, Augusto Omolú é cresciuto nell'ambito della religione Afro-Brasiliana del Candomblé, diventando un ogan (un assistente alle cerimonie). Iniziò come ballerino nel 1976 con l'ensemble Viva Bahia, diretto da Emília Biancardi. Dopo aver concluso gli studi come ballerino di danza classica e moderna, si unì al Castro Alves Ballet a Salvador, dove, fin dal 1982 fu insegnante responsabile per la tecnica Afro-Braziliana. Nel 1983 creò Chama, una compagnia nella quale lavorò sia come ballerino che come coreografo fino al 1985. Augusto Omolú si unì come maestro all'ISTA - International School of Theatre Anthropology, diretta da Eugenio Barba, Odin Teatret, nel 1994. Nel 2002 iniziò a lavorare come attore all'Odin Teatret, trasferendosi a Holstebro. Durante i suoi anni con l'Odin Teatret, Augusto ha partecipato a numerosi spettacoli, e organizzato seminari sulle tecniche della danza degli Orixá (le cui radici si fondano nella religione del Candomblé) per ballerini e attori in tutto il mondo. Ha creato, inoltre, numerose coreografie per compagnie di danza classica e moderna in Brasile, Danimarca e Italia. Il suo spettacolo, Orô de Otelo, con la regia di Eugenio Barba, unisce l'esperienza della tradizione del Candomblé alle tecniche teatrali dell'Odin Teatret e dell'ISTA. Augusto Omolú ha preso parte nei seguenti spettacoli dell'Odin Teatret: Ode al progresso, Le grandi città sotto la luna e Il sogno di Andersen. In connessione con l'ISTA creò fu il protagonista di Orô de Otelo (Cerimonia per Otello) e prese parte agli spettacoli del Theatrum Mundi: Il matrimonio di Medea, Ur-Hamlet, Quattro poesie per Sanjukta, Ego Faust e L'isola dei labirinti. Augusto Omolú era molto conosciuto nell'ambiente della danza. Le sue capacità di ballerino e coreografo erano apprezzate sia dagli studenti che dallo staff della Scuola di Balletto di Holstebro, con la quale collaborava regolarmente in qualità di pedagogo ospite. Augusto Omolú è stato seppellito nella sua città natale, Salvador, il 4 giugno 2013.


Augusto Omolú, ballerino, coreografo e attore, collaboratore fisso dell'Odin Teatret dal 2002, é stato pugnalato a morte durante una rapina nella sua casa il 2 giugno a Salvador, Brasile. Augusto Omolú aveva 50 anni.



Nato a Salvador, nello stato di Bahia in Brasile nel 1962, Augusto Omolú é cresciuto nell'ambito della religione Afro-Brasiliana del Candomblé, diventando un ogan (un assistente alle cerimonie). Iniziò come ballerino nel 1976 con l'ensemble Viva Bahia, diretto da Emília Biancardi. Dopo aver concluso gli studi come ballerino di danza classica e moderna, si unì al Castro Alves Ballet a Salvador, dove, fin dal 1982 fu insegnante responsabile per la tecnica Afro-Braziliana. Nel 1983 creò Chama, una compagnia nella quale lavorò sia come ballerino che come coreografo fino al 1985. Augusto Omolú si unì come maestro all'ISTA - International School of Theatre Anthropology, diretta da Eugenio Barba, Odin Teatret, nel 1994. Nel 2002 iniziò a lavorare come attore all'Odin Teatret, trasferendosi a Holstebro. Durante i suoi anni con l'Odin Teatret, Augusto ha partecipato a numerosi spettacoli, e organizzato seminari sulle tecniche della danza degli Orixá (le cui radici si fondano nella religione del Candomblé) per ballerini e attori in tutto il mondo. Ha creato, inoltre, numerose coreografie per compagnie di danza classica e moderna in Brasile, Danimarca e Italia. Il suo spettacolo, Orô de Otelo, con la regia di Eugenio Barba, unisce l'esperienza della tradizione del Candomblé alle tecniche teatrali dell'Odin Teatret e dell'ISTA. Augusto Omolú ha preso parte nei seguenti spettacoli dell'Odin Teatret: Ode al progresso, Le grandi città sotto la luna e Il sogno di Andersen. In connessione con l'ISTA creò fu il protagonista di Orô de Otelo (Cerimonia per Otello) e prese parte agli spettacoli del Theatrum Mundi: Il matrimonio di Medea, Ur-Hamlet, Quattro poesie per Sanjukta, Ego Faust e L'isola dei labirinti. Augusto Omolú era molto conosciuto nell'ambiente della danza. Le sue capacità di ballerino e coreografo erano apprezzate sia dagli studenti che dallo staff della Scuola di Balletto di Holstebro, con la quale collaborava regolarmente in qualità di pedagogo ospite. Augusto Omolú sarà seppellito nella sua città natale, Salvador, il 4 giugno 2013.

 
PASOLINIANA

OPEN CALL PER PERFORMERS, ATTORI E DANZATORI per realizzazione performance
Pescara|| Atelier Matta- arti in azione nel contemporaneo
22 Giugno 2013

Gli Artisti per il Matta stanno selezionando 15-20 performers tra danzatori e attori per un laboratorio di teatro-danza  che avrà come obiettivo finale la performance Pasoliniana, dedica a Pier Paolo Pasolini, da realizzarsì a Pescara il prossimo 22 Giugno 2013.

Gli interessati sono pregati di leggere attentamente i contenuti e i dettagli in questo allegato prima di prendere contatto con l'organizzazione.


Info e contatti: www.artistiperilmatta.org, artisti.matta@gmail.com

 
SIPARI DI CARTA

II edizione - 2013
concorso di scrittura teatrale
Scadenza: 31 Luglio 2013

L'associazione Plasmabile di Torino bandisce la seconda edizione di Sipari di Carta, un concorso per la scrittura di un testo teatrale originale. Aperto ai giovani italiani e stranieri dai 18 ai 35 anni, il concorso intende stimolare la scrittura nell'ambito teatrale.
Scopo del concorso è quello di individuare un testo originale e il premio sarà la sua messa in scena da parte dell'Associazione all'interno del vivo panorama culturale torinese. Il primo classificato riceverà inoltre come premio tre libri, il secondo due libri, il terzo un libro messi a disposizione dalla Casa Editrice Miraggi Edizioni.

La giuria sarà composta attori, registi, editori, autori, scrittori, critici teatrali e dai membri dell'Associazione Plasmabile.

Le opere vanno presentate entro il 31 luglio 2013, inviandole in copia cartacea all'associazione Plasmabile.

Maggiori informazioni e dettagli sul sito www.plasmabile.it

 
Masque teatro///The Decision

Forlì/ Ex Filanda Maiani
9 giugno 2013 h 21
12 giugno 2013 h 20.30


Masque teatro decide di partire da La linea di condotta di Bertolt Brecht, uno dei drammi didattici del famoso drammaturgo e regista tedesco, per iniziare un percorso di scavo su alcuni nuclei tematici cari alla compagnia forlivese. Il teatro di Masque vive di figure isolate, che incarnano solidamente dei concetti. Alla base di questa loro nuova opera, che viene presentata all’Ex Filanda di Via orto del fuoco domenica 9 (ore 21) e mercoledì 12 giugno (ore 20:30) sotto forma di primo studio, vi è un “coro di controllo” che rappresenta l’immagine del potere diffuso che continuamente giudica e, soprattutto, fa sentire la sua perenne presenza e, che nello spettacolo si trasforma in un monolite, una parete che taglia tutto lo spazio scenico, risultando come una presenza costante e incombente. Se questa immagine è la base di partenza, Masque decide di ingrandire l’orizzonte, allargando la visuale e abbracciando un panorama più vasto che accoglie la tesi, sostenuta a più riprese dalla stesso Brecht, che esista una tensione totalitaria sottesa alle società cosiddette democratico-liberali. La questione di base toccata da The Decision rimane l’inconciliabile contrapposizione tra il destino del singolo e quello della collettività.

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PER ALFREDO DE PAZ

PROFESSORE DI METODOLOGIA E CRITICA DELLE ARTI E FENOMENOLOGIA DEGLI STILI NEL DIPARTIMENTO DELLE ARTI, SCOMPARSO IL 12 MAGGIO 2013



Caro Alfredo,
sei stato un grande amico, oltre e prima che un impareggiabile collega, per una vita intera. Ci siamo persi e ritrovati tante volte e ogni volta era come se non ci fossimo mai lasciati.
Ci conoscemmo agli inizi degli anni Settanta, quando entrambi facevamo parte del gruppo di giovani e giovanissimi che Benedetto Marzullo radunò attorno a sé nel momento in cui nacque, per suo impulso, il Dams.
Diventammo subito amici e io potei approfittare in quei primi anni della tua già grande esperienza nel campo delle scienze umane e del pensiero critico. E' grazie a te che familiarizzai per la prima volta con la Scuola di Francoforte: Adorno, Horkheimer, Benjamin soprattutto. E' grazie a te che potetti incontrare allora due figure chiave della cultura bolognese come Roberto Roversi, recentemente scomparso anche lui, e Gianni Scalia. Ricordo che, in particolare, mi aiutasti a pubblicare uno dei miei primi scritti saggistici, riguardante l'Orestea di Luca Ronconi, sulla rivista “Rendiconti”, diretta da Roversi.
Ma è di te che voglio parlare un po'.
Raramente ho conosciuto all'università persone capaci, come te, di una dedizione assoluta all'insegnamento e agli studi: di questi ultimi testimonia il numero impressionante di volumi al tuo attivo; dei primi il numero altrettanto rilevante delle tesi di laurea seguite negli anni e, più ancora, la gratitudine durevole di molte generazioni di studenti.
Eppure, per strano e ingiusto che sia, l'accademia non ti ha mai amato troppo: dai lei hai ricevuto sicuramente più dispiaceri che soddisfazioni o riconoscimenti. Comprensibilmente te ne lagnavi con me talvolta, ma sempre con grande understatement. Mi vien quasi da pensare che forse, a un intellettuale fortemente segnato come te dal Sessantotto, l'essere rimasto un po' ai margini del sistema (nonostante l'ordinariato conseguito troppo tardi) non dispiacesse, sotto sotto; forse lo vedevi come una specie di conferma della tua coerenza.
Probabilmente avevi ragione tu. Non sono queste le cose che contano veramente nella vita di un intellettuale. Vedi, continuo a chiamarti così, piuttosto che “professore”, o “studioso”, perchè credo che questo più di tutto ti sentissi e volessi essere: un intellettuale e quindi un pensatore critico, e anche un dissidente, o almeno un dissenziente, per quanto silenzioso. (Ma te le ricordi quelle incredibili giornate del marzo 1977 in piazza Verdi?).
Che le cose non siano andate come allora speravamo tu ed io, e insieme a noi la “meglio gioventù” di un'intera generazione, beh questo mi pare evidente. Però, almeno nel tuo caso (e spero anche nel mio) non è vero il perfido epitaffio tante volte lanciato contro i dissidenti pentiti: “volevano cambiare il mondo e invece il mondo ha cambiato loro”.
No, nel tuo caso non è stato così. Tu sei rimasto assolutamente fedele, nonostante tutto, alla postura di pensatore critico che ti era stata congeniale fin dall'inizio; semmai declinandola, nel tempo, in direzione di un'etica del lavoro direi quasi calvinista (più ancora che ebraica).
Non che non ci si divertisse con te, al contrario! Sono davvero poche le trattorie e le osterie bolognesi (molte delle quali oggi non esistono più) che non ti abbiano avuto come frequentatore, spesso abituale e affezionato (cito, per tutte, il mitico “Da Vito” dei non meno mitici anni Settanta). Avevi, a dirla tutta, un côté da viveur, o meglio da bon vivant, che non stonava affatto con il tuo profilo di intellettuale rigoroso. E la tua raffinata eleganza nel vestire era proverbiale (a volte mi rimproveravi, giustamente, per un abbigliamento un po' troppo casual).
Quante discussioni durante quelle innumerevoli serate nella nostra città! Parlavamo di tutto e su quasi tutto litigavamo, come si conviene fra veri amici. Mi mancheranno immensamente quelle serate, mi mancheranno quelle lunghe passeggiate sotto i portici e in piazza, mi mancheranno quelle discussioni interminabili.
Addio, amico mio, e scusami se non sono riuscito a starti vicino come avrei voluto in questi ultimi, terribili mesi.


MARCO DE MARINIS


 
ATTRAVERSO

Spazio attivo per la ricerca performativa

Estate 2013

 

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ATELIER FESTIVAL - Il Festival da dietro le quinte




Bando di selezione rivolto a studenti universitari e laureati in discipline umanistiche
per il Backstage di INTEATRO Villa Nappi Festival 2013

Scadenza: 20 Giugno 2013

 

Per raccontare e condividere ciò che accade a INTEATRO Villa Nappi Festival 2013 [27, 28, 29 Giugno, Polverigi – Marche], Inteatro è alla ricerca di giovani reporter per comporre una squadra di operatori “dietro le quinte”, che possano documentare e dare vita ad un blog http://atelierfestival.wordpress.com con foto, video e interviste agli artisti protagonisti e a tutto ciò che accade nei tre giorni di Festival.

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MASTER IN CRITICA GIORNALISTICA

L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” apre le iscrizioni 2013/2014

 

Il Master in Critica Giornalistica -ideato e coordinato da Davide Bellalba- ha iniziato la sua fase sperimentale come corso di perfezionamento nel 2007, contando sin dal suo esordio sulla partnership col Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Nel 2008 ha ottenuto il patrocinio del Consiglio Internazionale dell’UNESCO per il Cinema, la Televisione e la Comunicazione Audiovisiva (CICT) e dal 2009 è stato riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca come Master di I livello, confermandosi un concreto punto di riferimento per i giovani che voglio entrare nel mondo del giornalismo e della comunicazione dello spettacolo.
Anche in virtù di un corpo docente composto da professionisti del mondo del giornalismo e della comunicazione e a una costante attività pratica garantita agli allievi dalla collaborazione con la testata giornalistica Recensito (www.recensito.net), afferente al gruppo Multimedia Informazione (www.multimediainformazione.it).


Tra gli insegnanti vi sono le firme più prestigiose della stampa italiana, come Rodolfo Di Giammarco e Leonetta Bentivoglio (La Repubblica), Massimo Marino (Il Corriere della Sera), Gianfranco Capitta (Il Manifesto), Bruno Torri, già Presidente del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, Ernesto Assante (La Repubblica), Marco Molendini (Il Messaggero), Sandro Cappelletto (La Stampa), Steve Della Casa (Radio Rai e Direttore Roma Fiction Fest).
Non mancano, inoltre, momenti di approfondimento come i seminari dedicati al rapporto tra televisione e minori e quelli riservati all’ideazione, alla produzione e al mercato della fiction-tv.

Un altro punto di forza del Master – che offre un titolo di studio riconosciuto e l’attribuzione di 60 crediti formativi -  è quello di consentire, a ciascun allievo, un contatto diretto con oltre 35 partner selezionati, che ospitano in stage i corsisti al termine delle lezioni frontali.

Tra i partner vi sono realtà quali: RAI, Adnkronos, Casa del Cinema, Agenzia di stampa Area, Agis-Anec Lazio, APT (Associazione Produttori Televisivi), Film Commission Torino-Piemonte, Coming Soon Television, DocLab Production, Intelfilm. Sono poi partner del Master prestigiose istituzioni teatrali quali Piccolo Teatro di Milano, Eliseo, Sistina, Elfo Puccini, Teatro San Carlo, Mercadante di Napoli, Teatro Massimo, Teatro Biondo di Palermo, Teatri di Vita di Bologna, Stabile dell’Umbria, Teatro della Pergola di Firenze, Cantieri Teatrali Koreja di Lecce; Radio Cinema e Radio Città Futura, le agenzie di comunicazione MN Italia,  Daniele Mignardi, DNA Concerti, MY Movies, Tiziana Rocca Comunicazione, Storyfinders, Fabi e Ghinfanti, Bix Promotion, le testate giornalistiche Musica Jazz e Europa e la Cineteca di Bologna.


www.accademiasilviodamico.it


 
TEATRO A CORTE 2013

Il teatro europeo in scena nelle dimore sabaude
Torino-Agliè-Racconigi-Rivoli-Venaria :: 5>>21 luglio 2013
14 edizione

 

L’edizione 2013 offre uno spaccato prezioso delle nuove declinazioni di un genere in continua trasformazione: il circo contemporaneo, spaziando dalla Francia alla Finlandia fino alla Spagna. Dalla Francia, per l’apertura del festival il 5 e 6 luglio, arriva in prima nazionale un fenomeno culto, il giovane collettivo Ivan Mosjoukine con uno spettacolo definito “circo di ricerca” De nos jours. (Notes on the circus), in cui prendono vita 80 vignette sul tema del circo per realizzare un destabilizzante manifesto artistico: tutto viene mostrato nel suo farsi, senza trucchi o effetti speciali, perché “è quel che si vede ad essere magico”. Non rinunciano alla magia due maghi di professione esponenti di rilievo della “magie nouvelle”, il finlandese Kalle Nio - con la sua ultima creazione Lahtö/Départ, abile incrocio fra circo, danza, arti visive e magia, che racconta di una coppia in crisi immersa in un labirinto di specchi nel mezzo di un salotto borghese con abiti volanti e mobili sospesi - e il francese Yann Frish, vincitore del campionato Europeo di magia nel 2011 e di quello Mondiale nel 2012. E’ invece un clima bucolico quello che si respira nel circo “poetico-agricolo” dell’Atelier Lefeuvre & André (13, 14 luglio) che in La Serre, piccolo gioiello sull’essenza dell’arte circense, accoglie gli spettatori sotto una vera serra, chapiteau di clown davvero ecologici. Stessa atmosfera intima per il danese Karl Stets che tuttavia contamina il suo circo stravagante con il thriller e l’horror, Cuerdo (13 e 14 luglio), in cui è alle prese con 3 corde, 9 trappole per topi pronte a scattare e un grammofono. Infine il circo che si contamina con la danza con Yoann Bourgeois e la finlandese Ilona Iantti col nuovo lavoro La balance de Lévité (20 luglio), una forma breve che indaga il punto in cui il corpo rimane sospeso, senza punti d’appoggio, e solo allora ogni cosa diventa possibile.

 

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ELOGIO DE "LA FOLIA"

Omaggio ad Arcangelo Corelli nel terzo centenario della morte
coreografia Simona Bertozzi
Ravenna :: Teatro Rasi :: mercoledì 12 giugno 2013 h 21


Nel terzo centenario della morte di Arcangelo Corelli, una delle più grandi personalità del Barocco e tra i maestri della tradizione musicale occidentale, la danzatrice, coreografa e performer Simona Bertozzi presenta, nell’ambito della XXIV edizione del Ravenna Festival, al Teatro Rasi mercoledì 12 giugno alle ore 21 la sua coreografia Elogio de “La Folia” su musiche del celebre compositore romagnolo.

L’Elogio de "La Folia" vuol essere un duplice omaggio. Da un lato richiama all'attenzione un tema di danza, molto conosciuto e celebrato durante l’epoca barocca, chiamato appunto “La Follia”; dall’altro celebra il compositore Arcangelo Corelli che, più di ogni altro, contribuì alla diffusione di questo tema.
Il programma si snoda attraverso l’ascolto di alcune delle Sonate per Violino tratte dall’Opera V del compositore fusignate che si alternano armoniosamente con altre composizioni di autori a lui coevi: le “Variazioni sopra la follia”, di Alessandro Scarlatti; la “Sonata dodicesima” di Francesco Maria Veracini, o ancora la composizione “A due bassi” di Bernardo Pasquini che con Scarlatti e Corelli fece parte del primo nucleo di musicisti introdotti nell’Accademia dell’Arcadia nell’anno 1706.
A compimento del percorso musicale, il capolavoro corelliano “La Follia”, composto nel 1700, che ha inserito a pieno titolo nella storia della musica universale questo tema di danza popolare.
L'Ensemble Delfico, che eseguirà le musiche di Corelli, nasce dall'incontro di quattro musicisti italiani - Andrea Vassalle, violino barocco, Federica Bianchi, clavicembalo, Valeria Brunelli, violoncello barocco e Flora Papadopoulos, arpa doppia - che si occupano di musica su strumenti originali e che collaborano con importanti gruppi europei.

Da parte sua, la scrittura coreografica concepita da Simona Bertozzi consegna al dialogo tra i corpi la possibilità di riscrivere il binomio dialettico tra saggezza e follia, rinominando di volta in volta i termini del confronto: ostinazione e fragilità, rigore e trasfigurazione, linearità e frammentazione. Con la serietà e la vertigine di chi si mette in gioco. Un accordo tra regole esecutive e interstizio della visione che ha trovato nell’opera di Corelli il paesaggio sonoro in cui dispiegarsi per rendere omaggio al vigore matematico e alla levità poetica della sua musica. In scena con lei Manfredi Perego, guests Sara Dal Corso e Andrea Sassoli. Progetto luci e scene di Antonio Rinaldi.



www.simonabertozzi.it
www.ravennafestival.org

 
CT#21 - ON PRESENCE

a cura di Enrico Pitozzi

E' uscito ON PRESENCE: il numero 21 di CULTURE TEATRALI


Presentazione

La presenza è qualcosa d’indeterminato. Il suo incanto sembra sprigionare da un inafferrabile non-so-che, da qualcosa che circola e si irradia in tutte le sue parti senza localizzarsi in un punto preciso. É qualcosa di sfuggevole, di accidentale e splendente, che tocca le cose senza appartenere loro, anche se ne permette la manifestazione facendo sì che si senta la contingenza di qualcosa. Si tratta allora di fare risolutamente i conti con un dinamismo senza sostanza, un movimento produttore di modi d’essere: la presenza è un’atmosfera.  

Quando affermiamo, parlando di certi attori o danzatori, che essi hanno una presenza, evochiamo così una qualità sottile che sfugge all’articolazione del discorso, un’attitudine che sappiamo riconoscere, possiamo perfino nominarla senza tuttavia poterla definire con esattezza. Di cosa parliamo, dunque, quando attribuiamo una presenza a un corpo? Che ruolo gioca la percezione nella definizione – e nella ricezione – della presenza? Quali i modi attraverso i quali essa si dà, quali i suoi effetti? E ancora, come si ridefinisce questa nozione alla luce dell’intervento delle tecnologie? È possibile, oggi, una teoria delle gradazioni di presenza estesa a manifestazioni d’altra natura, come la luce o il suono?

 

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