CT#26 – PENSARE IL TEATRO. NUOVA TEATROLOGIA E PERFORMANCE STUDIES

Esistono molte differenze fra la nuova teatrologia, ossia gli studi teatrali contemporanei di matrice europea-continentale, e in particolare italiana, e quelli anglosassoni-nordamericani arruolabili sotto le insegne dei Performance Studies. Tuttavia si rintracciano anche numerosi punti di contatto, sui quali è interessante approfondire un dialogo che si è già timidamente avviato sulle due sponde dell’Atlantico: uno di questi consiste sicuramente nel privilegiare in entrambi i casi i processi rispetto ai prodotti, da un lato, e ai sistemi astratti, dall’altro. Potremmo dire, per essere più precisi, che la nuova teatrologia considera le opere, siano esse testi o spettacoli, soprattutto dal punto di vista processuale e delle pratiche che le fondano, ovvero dal punto di vista performativo. Il che la porta a mettere l’accento, come fanno appunto anche i Performance Studies, sugli aspetti performativi dei fenomeni teatrali.

Il presente numero 26/annale 2017 di «Culture Teatrali» – PENSARE IL TEATRO. NUOVA TEATROLOGIA E PERFORMANCE STUDIES curato da Marco De Marinis e Roberta Ferraresi – è dedicato in gran parte alla documentazione del convegno Thinking the Theatre – New Theatrology and Performance Studies, promosso proprio intorno a questi temi dalla CUT – Consulta Universitaria del Teatro e svoltosi presso l’Università di Torino nel maggio 2015. La sezione monografica ospita i contributi presentati al convegno da alcuni studiosi internazionali e una serie di rapporti sulle diverse sessioni di lavoro, a firma dei rispettivi curatori.

Completa il volume una sezione di saggi, alcuni dei quali si pongono anch’essi nell’orizzonte dell’indagine sui metodi e le teorie caratterizzanti gli studi internazionali di teatro e performance: fra questi, una riflessione sulla nuova centralità dello spettatore, all’insegna del primato dei processi e delle pratiche; un’indagine sulla importanza decisiva delle abilità mimetiche nell’evoluzione della mente umana, a partire dalle teorie del neuroscienziato Merlin Donald; un excursus sulla storia della disciplina in Argentina; una ricognizione della teatrologia canadese dal punto di vista dell’intermedialità e dell’interdisciplinarità. Infine, vengono pubblicati uno studio sulle modalità d’approccio espresse dalla critica rispetto al fenomeno del teatro sociale d’arte e una indagine sulla persistenza dei processi narrativi all’interno della scena post-drammatica.

SOMMARIO

PENSARE IL TEATRO. NUOVA TEATROLOGIA E PERFORMANCE STUDIES

Relazioni: Erika Fischer-Lichte, Intrecci fra le culture performative ripensando il “teatro interculturale”. Per un’esperienza e teoria della performance oltre il post-colonialismo | Josette Féral, Analysing Performance Today in France | Christopher Balme, Theatre and Globalization: Cross-Cultural Historical Perspectives | Khalid Amine, Performance Research in the Arab World: Between Theatrology and Performance Studies | Maria Shevtsova, Interdisciplinary Approaches and the Sociology of Theatre Practices | Bonnie Marranca, Joan Jonas: The Theatre of Drawing

Rapporti sulle sessioni: Armando Petrini, Nuova teatrologia e Performance Studies I | Anna Sica, Le funzioni dello spettacolo I | Monica Cristini, Nuova teatrologia e Performance Studies II | Daniele Vianello, Le funzioni dello spettacolo II | Gerardo Guccini, Teatri e interazione sociale IMarco Consolini e Renzo Guardenti, Riviste e archivi I | Stefania Rimini, Riviste e archivi II – Teatri e interazione sociale II | Vito Di Bernardi, Le funzioni dello spettacolo III

STUDI

Marco De Marinis, Teoria della performance, Performance Studies e nuova teatrologiaFabrizio Deriu, Abilità e cultura mimetiche. Le arti performatiche come “ibridi cognitivi” | Jorge Dubatti, Apuntes para una historia de la Teatrología en la Argentina | Marie-Christine Lesage, Les études théâtrales au carrefour de l’intermédialité et de l’interdisciplinarité Andrea Porcheddu, La critica di fronte al teatro sociale. Un viaggio a ritroso nel tempo per capire il presente | Fabio Raffo, Topoi visivi, modalità narrative e residui testuali nel teatro contemporaneo italiano: alcuni casi spettacolari

 

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