Ai sensi della Legge 7 marzo 2001 n°62, si dichiara che Culture Teatrali non rientra nella categoria di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.ng
 
 
 
 

 

Convegni » Culture Teatrali
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Le Residenze Teatrali nel Veneto: come abitare il Territorio

PPTV - Associazione Produttori Professionali Teatrali Veneti

sabato 26 giugno 2010 alle ore 9.00

Sala Ridotto del Teatro Verdi


Il convegno intende approfondire con quali modalità una Residenza Teatrale possa esprimere, attraverso le arti, inediti modelli di sviluppo culturale, economico e sociale per il territorio d’appartenenza.

Durante il convegno verranno riportate alcune testimonianze di esperienze di Residenza Teatrale sviluppate in altre regioni italiane. Intenderemo promuovere un dibattito circa l’individuazione delle funzioni che le Residenze possono svolgere all’interno del sistema regionale e nazionale complessivo, anche in relazione al loro aspetto normativo.

 

Labros Mangheras

Presidente PPTV Produttori Professionali Teatrali Veneti

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CONVEGNO alla SAPIENZA Università di Roma PDF Stampa E-mail

Facoltà di Scienze Umanistiche - Dipartimento di Arti e Scienze dello spettacolo
CUT/Consulta Universitaria del Teatro

25 > 26 giugno 2010

Le arti performative  e le nuove generazioni di studiosi
Prospettive e campi di ricerca

Progetto scientifico: Prof.ssa Valentina Valentini


Lo scopo del convegno è di mettere a fuoco le prospettive e i campi di ricerca  che le nuove generazioni attive in Italia stanno portando negli studi teatrali. Pur nella varietà degli oggetti di studio, degli orizzonti teorici e delle metodologie adottate, ci sembra che queste ricerche condividano la necessità di un confronto con quanto avviene a livello internazionale, una riconfigurazione dei confini disciplinari (dal teatro alle arti performative) con  l’estensione, a pieno titolo, alla danza, ai nuovi media, agli apporti del suono. Approcci interdisciplinari come quelli introdotti dagli studi culturali, dagli studi di genere, dai visual studies, dialogano con quelli già affermati, come storia, antropologia, semiotica, estetica, e altri ancora di recente acquisizione, come la neuroestetica. Ad accomunare i partecipanti è l’urgenza di una verifica delle diverse modalità di costruzione dell’oggetto di ricerca e dell’efficacia degli strumenti offerti da questi assetti disciplinari nello studio del testo-evento-spettacolo.
Il convegno si pone dunque come un primo momento di riflessione utile ad alimentare un dibattito sullo stato dell’arte della disciplina e sulle sue possibili trasformazioni, per individuarne le prospettive future in seno a una università che, a sua volta, è in costante cambiamento.

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LEZIONI INTERDOTTORALI PDF Stampa E-mail
Alma Mater Studiorum
Università di Bologna

Dipartimento di Musica e Spettacolo

ARTE CINEMA TEATRO
Seminario interdottorale

in collaborazione con il Dottorato in Storia dell’Arte

18 giugno ore 10
Enrico Pitozzi

CORPOGRAFIE
Presenza, materia, dispositivi tecnologici

Enrico Pitozzi: Dottore di ricerca, è professore a contratto di “Drammaturgia dei nuovi media” / “Forme della scena multimediale” presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna.  È professore invitato presso l'Université du Québec à Montréal, UQAM (2010 e 2011). Nel 2008 ha diretto il Workshop di danza e teatro interno a “B.Motion”. Collabora attualmente con il progetto di ricerca “Performativité et effets de présence” dell'UQAM di Montréal sotto la direzione di Josette Féral e Louise Poissant (Québec – Canada). Ha partecipato a diversi convegni nazionali e internazionali sulla relazione tra le tecnologie e la sena performativa contemporanea. Da un punto di vista metodologico, la ricerca si orienta verso la definizione di un «lexicon» di concetti e temi a carattere transdisciplinare. Ha pubblicato diversi scritti sulla scena performativa europea, del Québec e del Giappone. È vice-caporedattore di “Art'O_riviste di cultura e politica delle arti sceniche” e membro della redazione di “Culture Teatrali”, rivista di studi e indagini sullo spettacolo diretta da Marco De Marinis.

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CONFERENZE/PRESENTAZIONE LIBRI PDF Stampa E-mail
Alma Mater Studiorum
Dipartimento di Musica e Spettacolo

METODOLOGIA DI RICERCA I-II
L’ATTORE, LA SCRITTURA, LA SCENA

Bologna // 11 giugno -  ore 16

Francesca Gasparini

Presentazione del libro

Poesia come corpo-voce
Ipotesi teoriche e esempi novecenteschi
(Yeats, Lorca, Artaud, Bene)

[Bulzoni 2009]

introduce Marco De Marinis

In questo volume si intende indagare la necessità dei rapporti tra teatro e poesia e cercare la teatralità laddove non si penserebbe di trovarla, nel cuore della creazione poetica: una teatralità intrinseca, radicale, imprescindibile. Insomma, si vorrebbe arrivare a pensare la poesia come creatura vivente che prende forma nello spazio ambiguo “tra corpo e linguaggio”, a pensare la poesia come corpo-voce non quale declinazione marginale della poesia, ma come la poesia tout-court. E solo a partire dalla constatazione del valore corporeo, vocale, attivo, esecutivo connaturato alla poesia, giungere a considerare le implicazioni che questo comporta relativamente all’incontro con il teatro. Il lavoro si compone di due sezioni: la prima, una vera e propria ricognizione teorica inter-disciplinare, rappresenta un tentativo di fissare uno stato dell’arte rispetto alla nuova categoria analitica denominata “poesia come corpo-voce”; la seconda si compone di una serie di quadri, quasi brevi monografie, il cui taglio, in qualche modo esemplare, da un lato si rivela attraverso le ipotesi emerse nella prima sezione e dall’altro tenta di verificarle (i capitoli sono dedicati all’esperienza di quattro grandi artisti del ’900: W.B. Yeats, F. García Lorca, A. Artaud e C. Bene).

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IL TEATRO DEI RISVEGLI PDF Stampa E-mail

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
DIPARTIMENTO DI MUSICA E SPETTACOLO

CIMES - Centro di Musica e Spettacolo

venerdì 28 maggio, ore 16.30 - Salone Marescotti

 
IL TEATRO DEI RISVEGLI

Presentazione del numero monografico della rivista "Prove di Drammaturgia" (2/2008)

a cura di Cristina Valenti

Il “teatro dei risvegli” accompagna la ripresa, lo sviluppo e la condivisione collettiva di quelle forze “latenti” dell'uomo in cui Pirandello stesso riconosceva la principale risorsa del dramma. Si tratta perciò di un teatro bambino, che esiste attivando nuovi processi di crescita umana all'interno di esistenze interrotte.

Claudio Meldolesi

Saranno presenti Cristina Valenti (Università di Bologna), Gerardo Guccini (Responsabile Scientifico CIMES),  Fulvio De Nigris (Direttore Centro Studi per la Ricerca sul Coma - Gli amici di Luca),  Stefano Masotti (operatore teatrale Casa dei Risvegli Luca De Nigris), Antonella Vigilante (coordinamento pedagogico Laboratorio teatrale Gli amici di Luca).

Durante la presentazione, in collaborazione con l'Associazione “Gli amici di Luca”, verranno proiettate immagini fotografiche di Marco Caselli Nirmal sugli spettacoli della Compagnia gli Amici di Luca. ingresso libero

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Il percorso formativo del coreografo in Italia e all’estero PDF Stampa E-mail

Convegno, laboratori e spettacoli a cura del
Centro di Coreografia di Bologna

Convegno
29 maggio 2010
Salone Marescotti
via Barberia, 4
Bologna

L'iniziativa è frutto del desiderio di avviare un percorso di studi sulla situazione in cui versa l’offerta formativa rivolta ai futuri coreografi italiani. Da qui la necessità di esporre le diverse proposte didattiche più o meno riconosciute e di fare il punto sulle scuole presenti in Italia, evidenziandone le somiglianze e le differenze con le realtà estere. Si affronta così una duplice esigenza:
- dare voce a chi da tempo si occupa di formazione in quest’ambito e desidera avere un confronto più ampio tra le diverse idee ed istanze;
- far sì che il bilancio sulla realtà sia per i giovani aspiranti coreografi l'occasione di comprendere le strade possibili per studiare e far pratica in Italia e perché le trasferte all’estero siano un arricchimento e non una necessità dettata dall’assenza di offerta nel nostro Paese. Il convegno vuole essere il primo appuntamento di ulteriori approfondimenti futuri.

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CONFERENZE/PRESENTAZIONE LIBRI PDF Stampa E-mail

DMS/ BOLOGNA - METODOLOGIA DI RICERCA I-II
L’ATTORE, LA SCRITTURA, LA SCENA

20 maggio -  ore 16
Mirella Schino

Presentazione del libro

Alchimisti della scena.
Teatri laboratori del Novecento europeo
[Laterza 2009]
introduce Marco De Marinis

ingresso libero

"Ma un teatro-laboratorio che cosa è? Chi ne sa qualcosa? Perché 'teatro-laboratorio'?" È la domanda rivolta - dopo quarant'anni di attività da Eugenio Barba, fondatore dell'Odin Teatret, a se stesso e a chi ha condiviso con lui un'avventura teatrale diversa, che non si è mai lasciata classificare nei tempi e nei modi della normale produzione dello spettacolo. Questo libro è il racconto del dibattito seguito a quella domanda, un dibattito durato quattro anni e che si è snodato geograficamente da Scilla, nella punta dello stivale italiano, ad Àrhus, nel Nord della Danimarca. I teatri-laboratorio sono un argomento appassionante, perché costituiscono un problema teatrale profondo e al tempo stesso quasi sconosciuto, diffusissimo, poliforme e insieme, spesso, invisibile. Sono, infatti, un ossimoro incarnato: "laboratorio", a teatro, sono le attività preparatorie non direttamente finalizzate a uno spettacolo, dunque una contraddizione in termini.

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Leo de Berardinis PDF Stampa E-mail
Dipartimento di Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici “G. Mazzariol”
LEO DE BERARDINIS: GLI ANNI DI BOLOGNA
Venezia // lunedì 10 maggio 2010 ore 17

a cura di Carmelo Alberti, Maria Ida Biggi, Paolo Puppa


LA TERZA VITA DI LEO

Gli ultimi vent’anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna riproposti da Claudio Meldolesi con Angela Malfitano e Laura Mariani e da cento testimoni

presentazione del libro (Titivillus, 2009)
intervengono Laura Mariani e Elena Bucci

Oltre la comune forma degli "atti di convegno", un volume che raccoglie e riorganizza i materiali emersi dai due incontri su Leo de Berardinis promossi dal Dams nel 2007 e nel 2008.

Un libro "dedicato alla memoria di un maestro imprevisto del teatro contemporaneo". La terza vita di Leo nasce da due convegni organizzati dal Dams nel 2007 e nel 2008 per parlare di Leo de Berardinis e della sua attività a Bologna. Il grande attore e regista, scomparso nel settembre del 2008, ha passato gli ultimi vent'anni di carriera sotto le due torri, con residenze e impegni anche a Santarcangelo, Spoleto e Salerno. Non una semplice raccolta nella forma classica di "atti di convegno" però, ma un libro dall'architettura complessa, curata dal compianto Claudio Meldolesi, insieme alle collaboratrici Angela Malfitano e Laura Mariani.
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TEATRO IN TEMPO DI CRISI PDF Stampa E-mail

SETTIMANA DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA
Madrid, Barcellona, Parigi, Londra, Venezia

Università Ca’ Foscari - Venezia // 19 aprile > 2 maggio 2010


IL CONVEGNO

21 > 23 aprile 2010, Teatro Giovanni Poli, Venezia

GLI SPETTACOLI
20 > 24 aprile 2010
Teatro Giovanni Poli - Venezia /Teatro Aurora, Marghera

I LABORATORI
19 - 25 aprile 2010, Teatro Junghans, Venezia

Presentazione pubblica della rassegna teatrale: giovedì 8 aprile alle ore 11.30 in Aula Baratto- Università Ca’ Foscari.

Dal 19 aprile al 2 maggio 2010, Venezia ospita la rassegna Teatro in tempo di crisi, una vetrina sulla drammaturgia europea in tempo di recessione economica e incertezza di valori e riferimenti.
L'iniziativa prevede quattro spettacoli, due laboratori di specializzazione per attori, ballerini drammaturghi e coreografi e un convegno ricco di incontri con autori, studiosi e artisti stranieri tra cui José Sanchis Sinisterra (Spagna), Enzo Cormann (Francia), Beth Escudé (Spagna), Kwame Kwei-Armah (Gran Bretagna), accanto ad artisti, studiosi e operatori teatrali italiani, tra i quali: Roberto Tessari, Attilio Bolzoni, Roberto Bianchin, Claudio Longhi, Gianfranco Bettin, Daniele del Giudice, Roberto Scarpa, Laura Barbiani, Pier Luca Donin, Pierluigi Cecchin, Cristina Palumbo, Fabio Mangolini, Andrea Porcheddu, Paolo Puppa, Giuliana Musso, Anagoor, Tiziano Scarpa.

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LA TERZA VITA DI LEO PDF Stampa E-mail

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
DIPARTIMENTO DI MUSICA E SPETTACOLO
LA SOFFITTA - Centro di Promozione Teatrale
Bologna /// lunedì 12 aprile 2010
Laboratori DMS - Auditorium

Gli ultimi vent’anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna riproposti da Claudio Meldolesi con Angela Malfitano e Laura Mariani e da cento testimoni. Presentazione del libro (Titivillus, 2009) nell'ambito del progetto IL TEATRO DEI LIBRI, a cura di Marco De Marinis

ore 15
IL LIBRO, LA SUA STORIA
intervengono Lorenzo Mango, Massimo Marino, Franco Quadri e le coautrici
coordina Marco De Marinis

ore 17
RICORDI DI SCENA A PARTIRE DALLE IMMAGINI
intervengono Valentina Capone, Francesca Mazza, Alfonso Santagata, Marco Sgrosso, Enzo Vetrano, Maurizio Viani
coordina Cristina Valenti

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Cosa significa teatro postdrammatico? PDF Stampa E-mail

Università di Bologna - DMS 
CIMES - Centro di musica e spettacolo 
Bologna // 4 dice
mbre 2009 
Laboratori DMS h 16 
Incontro con Hans-Thies Lehmann
con una presentazione di Marco De Marinis
 
Gli studi di Hans-Thies Lehmann sulle nuove forme teatrali sviluppatesi a partire dalla fine degli anni Sessanta sono divenuti un punto di riferimento imprescindibile nella discussione internazionale sul teatro contemporaneo. Il suo fondamentale testo Postdramatic Theatre, inspiegabilmente ancora inedito in Italia a distanza di dieci anni dalla sua prima edizione tedesca, ci parla del teatro dopo il dramma. Secondo Lehmann, a dispetto della loro diversità, le nuove forme e le nuove estetiche teatrali hanno in comune una qualità essenziale: non si focalizzano più sul testo drammatico. Piuttosto condividono - come afferma la studiosa Valentina Valentini - alcuni tratti, come “l’assenza di sintesi; l’avversione alla compiutezza, l’inclinazione all’estremo, alla deformazione, al disorientamento e al paradosso; la nuova concezione di performance text che esso sottintende; la non-gerarchizzazione dei segni teatrali e la loro simultaneità; l’affermazione della presenza corporea; l’irruzione in scena”. Col suo studio, Lehmann ci offre una indagine storica combinata a un unico approccio teoretico. L’incontro con lo studioso tedesco vuole appunto fare luce su queste ipotesi, in relazione con la teoria del dramma e la storia del teatro, ma anche come risposta alle emergenze dettate dalle nuove tecnologie e dai cambiamenti storici di una cultura sempre più basata sull’immagine.

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SCRITTURE PER LA SCENA PDF Stampa E-mail

Alla memoria di Claudio Meldolesi
Università di Bologna - DMS
CIMES - Centro di musica e spettacolo
Bologna // 1 dice
mbre 2009
Laboratori DMS
h 16

OLTRE IL DRAMMA: L'ATTORE NELLO SPAZIO DEL DRAMATURG
conversazione con Renata Molinari
introducono Gerardo Guccini e Cristina Valenti

L’incontro con Renata Molinari è un’occasione per riflettere su alcuni temi chiave del suo libro Il lavoro del dramaturg. Nel teatro dei testi con le ruote, scritto nel 2007 insieme a Claudio Meldolesi. “Attore-ombra”, “testo con le ruote”, “in-genuità operosa”, “sono solo alcuni dei termini coi quali Meldolesi percorreva le epifanie e le riflessioni legate all’attività del dramaturg: figura e funzione  teatrale ostica alle indagini di settore e perfino considerata estranea alla pratica della nostra scena. Meldolesi lo faceva con quel suo dire teatro sempre ‘aperto a nuove premesse’ e quel suo fare cultura sempre in bilico fra militanza e poesia, in un disequilibrio generoso dove era dato riconoscere (e felicemente riconoscersi!) nella vera condizione dell’attore, alla ricerca della sua definizione. Di questo disequilibrio operoso - dell’incessante movimento del riconoscere e riconoscersi nell’azione teatrale - cercheremo di dare conto, raccontando più che i risultati della ricerca testimoniata dal libro, il processo del suo farsi, in dialogo costante fra dramaturg e studioso. Uno studioso che ti spinge a prendere consapevolezza del tuo fare, a nominarlo, a cercarne i ‘fattori di generalizzazione’, quasi come il dramaturg fa con l’attore. E allora, ancora una volta su indicazione di Claudio Meldolesi parliamo di attore: un attore che traccia segni nella stanza del dramaturg”.

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Una scena di città PDF Stampa E-mail
Bologna / 27 novembre 09, ore 16
DMS/ Dipartimento Musica e spettacolo
Metodologia di ricerca I-II - L’attore, la scrittura, la scena
a cura di Marco De Marinis

Conferenza di Maria Ines Aliverti

Presentazione del volume
Una scena di città attribuita a Sebastiano Serlio. Breve saggio di iconologia teatrale

[Edizioni ETS 2008]

Si tratta di una breve monografia dove si esamina un famoso bozzetto scenografico conservato presso il GDS Uffizi con la segnatura 5282A, la cui attribuzione a Sebastiano Serlio (1475-1554) non era mai stata discussa. La prospettiva in cui si distinguono con evidenza alcune architetture della Piazzetta San Marco di Venezia era stata messa in relazione con la ristrutturazione del foro marciano da vari studiosi (Tafuri, Zorzi, Olivato, Fossati, Onians). Il lavoro presente identifica invece in questa immagine, sulla base di un'analisi stilistica e iconologica e di numerosi riscontri documentari, il progetto scenografico per una commedia di Nicolò Secco (1509 ?-1560), nota nella versione a stampa con il titolo L'Interesse, ambientata a Venezia e rappresentata a Milano il 30 dicembre 1548 durante le feste in onore di Filippo d'Asburgo (poi Filippo II). Esso offre lo spunto per indagare la personalità del Secco, capitano di giustizia, commediografo, scienziato ed architetto dilettante, esperto di prospettiva e di piantazioni militari, probabile autore anche del progetto scenografico per la sua commedia. In particolare vengono messi in rilievo i suoi rapporti con Girolamo Cardano e Tiziano Vecellio, significativi anche in relazione alla rappresentazione della commedia. L'analisi iconologica conferma le valenze politiche attribuite a questa scena, in sintonia con il programma ideologico imperiale di Carlo V. Il saggio è accompagnato da un commento a un testo poco noto: la dedica della edizione postuma della commedia L'Interesse (Venezia, F. Zilietti, 1581), a firma di Evangelista Ortense e in omaggio all'attrice Vittoria Piissimi. Nella dedica è contenuta una interessante testimonianza sulla educazione della Piissimi, che integra la biografia lacunosa di una tra le prime grandi attrici professioniste, e dà un significativo contributo alla questione della comparsa delle donne attrici sulle scene.

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