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Facoltà di Scienze Umanistiche - Dipartimento di Arti e Scienze dello spettacolo CUT/Consulta Universitaria del Teatro 25 > 26 giugno 2010 Le arti performative e le nuove generazioni di studiosi Prospettive e campi di ricerca Progetto scientifico: Prof.ssa Valentina Valentini
 Lo scopo del convegno è di mettere a fuoco le prospettive e i campi di ricerca che le nuove generazioni attive in Italia stanno portando negli studi teatrali. Pur nella varietà degli oggetti di studio, degli orizzonti teorici e delle metodologie adottate, ci sembra che queste ricerche condividano la necessità di un confronto con quanto avviene a livello internazionale, una riconfigurazione dei confini disciplinari (dal teatro alle arti performative) con l’estensione, a pieno titolo, alla danza, ai nuovi media, agli apporti del suono. Approcci interdisciplinari come quelli introdotti dagli studi culturali, dagli studi di genere, dai visual studies, dialogano con quelli già affermati, come storia, antropologia, semiotica, estetica, e altri ancora di recente acquisizione, come la neuroestetica. Ad accomunare i partecipanti è l’urgenza di una verifica delle diverse modalità di costruzione dell’oggetto di ricerca e dell’efficacia degli strumenti offerti da questi assetti disciplinari nello studio del testo-evento-spettacolo. Il convegno si pone dunque come un primo momento di riflessione utile ad alimentare un dibattito sullo stato dell’arte della disciplina e sulle sue possibili trasformazioni, per individuarne le prospettive future in seno a una università che, a sua volta, è in costante cambiamento. |
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Alma Mater Studiorum Università di Bologna Dipartimento di Musica e Spettacolo
ARTE CINEMA TEATRO Seminario interdottorale in collaborazione con il Dottorato in Storia dell’Arte
18 giugno ore 10 Enrico Pitozzi
CORPOGRAFIE Presenza, materia, dispositivi tecnologici
Enrico Pitozzi: Dottore di ricerca, è professore a contratto di “Drammaturgia dei nuovi media” / “Forme della scena multimediale” presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna. È professore invitato presso l'Université du Québec à Montréal, UQAM (2010 e 2011). Nel 2008 ha diretto il Workshop di danza e teatro interno a “B.Motion”. Collabora attualmente con il progetto di ricerca “Performativité et effets de présence” dell'UQAM di Montréal sotto la direzione di Josette Féral e Louise Poissant (Québec – Canada). Ha partecipato a diversi convegni nazionali e internazionali sulla relazione tra le tecnologie e la sena performativa contemporanea. Da un punto di vista metodologico, la ricerca si orienta verso la definizione di un «lexicon» di concetti e temi a carattere transdisciplinare. Ha pubblicato diversi scritti sulla scena performativa europea, del Québec e del Giappone. È vice-caporedattore di “Art'O_riviste di cultura e politica delle arti sceniche” e membro della redazione di “Culture Teatrali”, rivista di studi e indagini sullo spettacolo diretta da Marco De Marinis. |
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Alma Mater Studiorum Dipartimento di Musica e Spettacolo
METODOLOGIA DI RICERCA I-II L’ATTORE, LA SCRITTURA, LA SCENA Bologna // 11 giugno - ore 16 Francesca Gasparini Presentazione del libro Poesia come corpo-voce Ipotesi teoriche e esempi novecenteschi (Yeats, Lorca, Artaud, Bene) [Bulzoni 2009] introduce Marco De Marinis
In questo volume si intende indagare la necessità dei rapporti tra teatro e poesia e cercare la teatralità laddove non si penserebbe di trovarla, nel cuore della creazione poetica: una teatralità intrinseca, radicale, imprescindibile. Insomma, si vorrebbe arrivare a pensare la poesia come creatura vivente che prende forma nello spazio ambiguo “tra corpo e linguaggio”, a pensare la poesia come corpo-voce non quale declinazione marginale della poesia, ma come la poesia tout-court. E solo a partire dalla constatazione del valore corporeo, vocale, attivo, esecutivo connaturato alla poesia, giungere a considerare le implicazioni che questo comporta relativamente all’incontro con il teatro. Il lavoro si compone di due sezioni: la prima, una vera e propria ricognizione teorica inter-disciplinare, rappresenta un tentativo di fissare uno stato dell’arte rispetto alla nuova categoria analitica denominata “poesia come corpo-voce”; la seconda si compone di una serie di quadri, quasi brevi monografie, il cui taglio, in qualche modo esemplare, da un lato si rivela attraverso le ipotesi emerse nella prima sezione e dall’altro tenta di verificarle (i capitoli sono dedicati all’esperienza di quattro grandi artisti del ’900: W.B. Yeats, F. García Lorca, A. Artaud e C. Bene). |
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Alma Mater Studiorum - Università di Bologna DIPARTIMENTO DI MUSICA E SPETTACOLO CIMES - Centro di Musica e Spettacolo venerdì 28 maggio, ore 16.30 - Salone Marescotti  IL TEATRO DEI RISVEGLI Presentazione del numero monografico della rivista "Prove di Drammaturgia" (2/2008) a cura di Cristina Valenti Il “teatro dei risvegli” accompagna la ripresa, lo sviluppo e la condivisione collettiva di quelle forze “latenti” dell'uomo in cui Pirandello stesso riconosceva la principale risorsa del dramma. Si tratta perciò di un teatro bambino, che esiste attivando nuovi processi di crescita umana all'interno di esistenze interrotte. Claudio Meldolesi Saranno presenti Cristina Valenti (Università di Bologna), Gerardo Guccini (Responsabile Scientifico CIMES), Fulvio De Nigris (Direttore Centro Studi per la Ricerca sul Coma - Gli amici di Luca), Stefano Masotti (operatore teatrale Casa dei Risvegli Luca De Nigris), Antonella Vigilante (coordinamento pedagogico Laboratorio teatrale Gli amici di Luca). Durante la presentazione, in collaborazione con l'Associazione “Gli amici di Luca”, verranno proiettate immagini fotografiche di Marco Caselli Nirmal sugli spettacoli della Compagnia gli Amici di Luca. ingresso libero |
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Convegno, laboratori e spettacoli a cura del Centro di Coreografia di Bologna
 Convegno 29 maggio 2010 Salone Marescotti via Barberia, 4 Bologna
L'iniziativa è frutto del desiderio di avviare un percorso di studi sulla situazione in cui versa l’offerta formativa rivolta ai futuri coreografi italiani. Da qui la necessità di esporre le diverse proposte didattiche più o meno riconosciute e di fare il punto sulle scuole presenti in Italia, evidenziandone le somiglianze e le differenze con le realtà estere. Si affronta così una duplice esigenza: - dare voce a chi da tempo si occupa di formazione in quest’ambito e desidera avere un confronto più ampio tra le diverse idee ed istanze; - far sì che il bilancio sulla realtà sia per i giovani aspiranti coreografi l'occasione di comprendere le strade possibili per studiare e far pratica in Italia e perché le trasferte all’estero siano un arricchimento e non una necessità dettata dall’assenza di offerta nel nostro Paese. Il convegno vuole essere il primo appuntamento di ulteriori approfondimenti futuri. |
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DMS/ BOLOGNA - METODOLOGIA DI RICERCA I-II L’ATTORE, LA SCRITTURA, LA SCENA
 20 maggio - ore 16 Mirella Schino Presentazione del libro
Alchimisti della scena. Teatri laboratori del Novecento europeo [Laterza 2009] introduce Marco De Marinis
ingresso libero
"Ma un teatro-laboratorio che cosa è? Chi ne sa qualcosa? Perché 'teatro-laboratorio'?" È la domanda rivolta - dopo quarant'anni di attività da Eugenio Barba, fondatore dell'Odin Teatret, a se stesso e a chi ha condiviso con lui un'avventura teatrale diversa, che non si è mai lasciata classificare nei tempi e nei modi della normale produzione dello spettacolo. Questo libro è il racconto del dibattito seguito a quella domanda, un dibattito durato quattro anni e che si è snodato geograficamente da Scilla, nella punta dello stivale italiano, ad Àrhus, nel Nord della Danimarca. I teatri-laboratorio sono un argomento appassionante, perché costituiscono un problema teatrale profondo e al tempo stesso quasi sconosciuto, diffusissimo, poliforme e insieme, spesso, invisibile. Sono, infatti, un ossimoro incarnato: "laboratorio", a teatro, sono le attività preparatorie non direttamente finalizzate a uno spettacolo, dunque una contraddizione in termini. |
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Dipartimento di Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici “G. Mazzariol” LEO DE BERARDINIS: GLI ANNI DI BOLOGNA Venezia // lunedì 10 maggio 2010 ore 17 a cura di Carmelo Alberti, Maria Ida Biggi, Paolo Puppa

LA TERZA VITA DI LEO Gli ultimi vent’anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna riproposti da Claudio Meldolesi con Angela Malfitano e Laura Mariani e da cento testimoni
presentazione del libro (Titivillus, 2009) intervengono Laura Mariani e Elena Bucci
Oltre la comune forma degli "atti di convegno", un volume che raccoglie e riorganizza i materiali emersi dai due incontri su Leo de Berardinis promossi dal Dams nel 2007 e nel 2008.
Un libro "dedicato alla memoria di un maestro imprevisto del teatro contemporaneo". La terza vita di Leo nasce da due convegni organizzati dal Dams nel 2007 e nel 2008 per parlare di Leo de Berardinis e della sua attività a Bologna. Il grande attore e regista, scomparso nel settembre del 2008, ha passato gli ultimi vent'anni di carriera sotto le due torri, con residenze e impegni anche a Santarcangelo, Spoleto e Salerno. Non una semplice raccolta nella forma classica di "atti di convegno" però, ma un libro dall'architettura complessa, curata dal compianto Claudio Meldolesi, insieme alle collaboratrici Angela Malfitano e Laura Mariani.
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SETTIMANA DI DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA Madrid, Barcellona, Parigi, Londra, Venezia Università Ca’ Foscari - Venezia // 19 aprile > 2 maggio 2010  IL CONVEGNO 21 > 23 aprile 2010, Teatro Giovanni Poli, Venezia
GLI SPETTACOLI 20 > 24 aprile 2010 Teatro Giovanni Poli - Venezia /Teatro Aurora, Marghera
I LABORATORI 19 - 25 aprile 2010, Teatro Junghans, Venezia
Presentazione pubblica della rassegna teatrale: giovedì 8 aprile alle ore 11.30 in Aula Baratto- Università Ca’ Foscari. Dal 19 aprile al 2 maggio 2010, Venezia ospita la rassegna Teatro in tempo di crisi, una vetrina sulla drammaturgia europea in tempo di recessione economica e incertezza di valori e riferimenti. L'iniziativa prevede quattro spettacoli, due laboratori di specializzazione per attori, ballerini drammaturghi e coreografi e un convegno ricco di incontri con autori, studiosi e artisti stranieri tra cui José Sanchis Sinisterra (Spagna), Enzo Cormann (Francia), Beth Escudé (Spagna), Kwame Kwei-Armah (Gran Bretagna), accanto ad artisti, studiosi e operatori teatrali italiani, tra i quali: Roberto Tessari, Attilio Bolzoni, Roberto Bianchin, Claudio Longhi, Gianfranco Bettin, Daniele del Giudice, Roberto Scarpa, Laura Barbiani, Pier Luca Donin, Pierluigi Cecchin, Cristina Palumbo, Fabio Mangolini, Andrea Porcheddu, Paolo Puppa, Giuliana Musso, Anagoor, Tiziano Scarpa. |
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Alma Mater Studiorum - Università di Bologna DIPARTIMENTO DI MUSICA E SPETTACOLO LA SOFFITTA - Centro di Promozione Teatrale Bologna /// lunedì 12 aprile 2010 Laboratori DMS - Auditorium
Gli ultimi vent’anni del teatro di Leo de Berardinis a Bologna riproposti da Claudio Meldolesi con Angela Malfitano e Laura Mariani e da cento testimoni. Presentazione del libro (Titivillus, 2009) nell'ambito del progetto IL TEATRO DEI LIBRI, a cura di Marco De Marinis
ore 15 IL LIBRO, LA SUA STORIA intervengono Lorenzo Mango, Massimo Marino, Franco Quadri e le coautrici coordina Marco De Marinis
ore 17 RICORDI DI SCENA A PARTIRE DALLE IMMAGINI intervengono Valentina Capone, Francesca Mazza, Alfonso Santagata, Marco Sgrosso, Enzo Vetrano, Maurizio Viani coordina Cristina Valenti
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Università di Bologna - DMS CIMES - Centro di musica e spettacolo Bologna // 4 dicembre 2009 Laboratori DMS h 16 Incontro con Hans-Thies Lehmann con una presentazione di Marco De Marinis
Gli studi di Hans-Thies Lehmann sulle nuove forme teatrali sviluppatesi a partire dalla fine degli anni Sessanta sono divenuti un punto di riferimento imprescindibile nella discussione internazionale sul teatro contemporaneo. Il suo fondamentale testo Postdramatic Theatre, inspiegabilmente ancora inedito in Italia a distanza di dieci anni dalla sua prima edizione tedesca, ci parla del teatro dopo il dramma. Secondo Lehmann, a dispetto della loro diversità, le nuove forme e le nuove estetiche teatrali hanno in comune una qualità essenziale: non si focalizzano più sul testo drammatico. Piuttosto condividono - come afferma la studiosa Valentina Valentini - alcuni tratti, come “l’assenza di sintesi; l’avversione alla compiutezza, l’inclinazione all’estremo, alla deformazione, al disorientamento e al paradosso; la nuova concezione di performance text che esso sottintende; la non-gerarchizzazione dei segni teatrali e la loro simultaneità; l’affermazione della presenza corporea; l’irruzione in scena”. Col suo studio, Lehmann ci offre una indagine storica combinata a un unico approccio teoretico. L’incontro con lo studioso tedesco vuole appunto fare luce su queste ipotesi, in relazione con la teoria del dramma e la storia del teatro, ma anche come risposta alle emergenze dettate dalle nuove tecnologie e dai cambiamenti storici di una cultura sempre più basata sull’immagine. |
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Alla memoria di Claudio Meldolesi Università di Bologna - DMS CIMES - Centro di musica e spettacolo Bologna // 1 dicembre 2009 Laboratori DMS h 16 OLTRE IL DRAMMA: L'ATTORE NELLO SPAZIO DEL DRAMATURG conversazione con Renata Molinari introducono Gerardo Guccini e Cristina Valenti L’incontro con Renata Molinari è un’occasione per riflettere su alcuni temi chiave del suo libro Il lavoro del dramaturg. Nel teatro dei testi con le ruote, scritto nel 2007 insieme a Claudio Meldolesi. “Attore-ombra”, “testo con le ruote”, “in-genuità operosa”, “sono solo alcuni dei termini coi quali Meldolesi percorreva le epifanie e le riflessioni legate all’attività del dramaturg: figura e funzione teatrale ostica alle indagini di settore e perfino considerata estranea alla pratica della nostra scena. Meldolesi lo faceva con quel suo dire teatro sempre ‘aperto a nuove premesse’ e quel suo fare cultura sempre in bilico fra militanza e poesia, in un disequilibrio generoso dove era dato riconoscere (e felicemente riconoscersi!) nella vera condizione dell’attore, alla ricerca della sua definizione. Di questo disequilibrio operoso - dell’incessante movimento del riconoscere e riconoscersi nell’azione teatrale - cercheremo di dare conto, raccontando più che i risultati della ricerca testimoniata dal libro, il processo del suo farsi, in dialogo costante fra dramaturg e studioso. Uno studioso che ti spinge a prendere consapevolezza del tuo fare, a nominarlo, a cercarne i ‘fattori di generalizzazione’, quasi come il dramaturg fa con l’attore. E allora, ancora una volta su indicazione di Claudio Meldolesi parliamo di attore: un attore che traccia segni nella stanza del dramaturg”.
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Bologna / 27 novembre 09, ore 16
DMS/ Dipartimento Musica e spettacolo Metodologia di ricerca I-II - L’attore, la scrittura, la scenaa cura di Marco De Marinis Conferenza di Maria Ines Aliverti
Presentazione del volume Una scena di città attribuita a Sebastiano Serlio. Breve saggio di iconologia teatrale
[Edizioni ETS 2008] Si tratta di una breve monografia dove si esamina un famoso bozzetto scenografico conservato presso il GDS Uffizi con la segnatura 5282A, la cui attribuzione a Sebastiano Serlio (1475-1554) non era mai stata discussa. La prospettiva in cui si distinguono con evidenza alcune architetture della Piazzetta San Marco di Venezia era stata messa in relazione con la ristrutturazione del foro marciano da vari studiosi (Tafuri, Zorzi, Olivato, Fossati, Onians). Il lavoro presente identifica invece in questa immagine, sulla base di un'analisi stilistica e iconologica e di numerosi riscontri documentari, il progetto scenografico per una commedia di Nicolò Secco (1509 ?-1560), nota nella versione a stampa con il titolo L'Interesse, ambientata a Venezia e rappresentata a Milano il 30 dicembre 1548 durante le feste in onore di Filippo d'Asburgo (poi Filippo II). Esso offre lo spunto per indagare la personalità del Secco, capitano di giustizia, commediografo, scienziato ed architetto dilettante, esperto di prospettiva e di piantazioni militari, probabile autore anche del progetto scenografico per la sua commedia. In particolare vengono messi in rilievo i suoi rapporti con Girolamo Cardano e Tiziano Vecellio, significativi anche in relazione alla rappresentazione della commedia. L'analisi iconologica conferma le valenze politiche attribuite a questa scena, in sintonia con il programma ideologico imperiale di Carlo V. Il saggio è accompagnato da un commento a un testo poco noto: la dedica della edizione postuma della commedia L'Interesse (Venezia, F. Zilietti, 1581), a firma di Evangelista Ortense e in omaggio all'attrice Vittoria Piissimi. Nella dedica è contenuta una interessante testimonianza sulla educazione della Piissimi, che integra la biografia lacunosa di una tra le prime grandi attrici professioniste, e dà un significativo contributo alla questione della comparsa delle donne attrici sulle scene.
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